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da Tel  Aviv il 27 chesvan 5768
 
Lettera del Rabbino capo d'Israele  


Al Dott. Meyer Piha autore della guida al kosher in Italia 

Tel Aviv, 27 Cheshvan 5768 
Shalom,


Ho ricevuto con piacere la guida “Italy Jewish Guide” che raccoglie nominativi e indirizzi di numerosi servizi. 

Certamente sarà di aiuto ad ogni Ebreo residente o di passaggio, che si trovi in Italia in qualsiasi momento dell’anno, il quale troverà nella Guida ogni informazione utile per quanto concerne la vita ebraica in Italia. 

La Guida esprime al meglio il passato, il presente e il futuro gloriosi dell’Ebraismo Italiano.
Sia benedetto l’editore R. Meyer Piha, per la pregevole iniziativa della pubblicazione della guida di livello e qualità alte, davvero “Un bel strumento confezionato in un meraviglioso recipiente”. 

Prego che il Signore abbia piacere di questa opera delle sue mani, e che questo aiuti a rafforzare la Kasherùth e l’ebraismo in Italia. 

Con benedizione certa.

 Yona Metzger Rabbino Capo d’Israele


Guida all'Italia Ebraica
di Giulio Disegni

Una guida che non è soltanto una guida, ma uno strumento utile, e si direbbe necessario, che va a scandagliare ogni angolo del composito mondo ebraico italiano.

Basti pensare ai titoli delle rubriche di cui The complete Italy Jewish Guide si compone e che merita qui riportare: alimenti e bevande; ristoranti e catering; negozi; turismo ebraico; sinagoghe; istituzioni ebraiche; centri ebraici e Chabad; libri, judaica e arte; tutto per le feste; salute e medicine; regioni ebraiche, l'Italia in Israele; calendario- agenda; e molto altro.

Nasce a Milano a cura di HBD Communications, di cui è fondatore ed editore l'infaticabile Meyer Piha, il bel volumetto in formato di guida quasi tascabile, molto illustrato e colorato, che nell'intento dei curatori, che pare pienamente raggiunto, intende rappresentare un panorama di tutto quanto vi è di ebraico in Italia, sia per i turisti, sia per gli ebrei italiani o per chi comunque vuole comprare, visitare, cercare e comunque sapere, anche da un punto di vista organizzativo, come funzionano il mondo ebraico italiano e le sue istituzioni.

Particolarmente ricca di notizie e informazioni è la parte dedicata agli alimenti kasher, ai catering e ristoranti sparsi per l'Italia ed in generale ai vini e ai cibi prodotti o di importazione.

La guida spiega in modo chiaro e sintetico quanto c'è e soprattutto quanto manca ancora da fare, come sottolinea Riccardo Di Segni nella presentazione del volume.

Sul piano della cultura, sono indicate tutte le sinagoghe e i centri ebraici e le modalità per poterle visitare ed apprezzare.

La guida, pubblicata con il contributo della Provincia di Roma, può essere ordinata direttamente per fax (02/99985615) o all'indirizzo mail info@italyjewishguide.it.


da Venerdì di Republica del 7 novembre 2008

TURISMO EBRAICO Una guida
svela insoliti itinerari per vedere sotto
un' altra luce Roma, Venezia, Firenze

Fuori dalle solite rotte la bussola punta su ghetti e sinagoghe


A chi crede di conoscere Roma o Venezia, Firenze o Trieste resta una sfida: conoscere queste città come mete di turismo ebraico. Sinagoghe,
ghetti, antiche botteghe e nuovi talenti del kosher food. Su www.keytreviaggi.com c'è un'ampia scelta di destinazioni e opportunità: Pitigliano, vicino a Firenze, nucleo medievale che conserva i forni del pane azzimo, le sinagoghe di Venezia, ai piani alti delle costruzioni del ghetto, oppure il Museo d'arte ebraica di Casale
Monferrato e il Museo del Deportato di Carpi.
Per sapere proprio tutto, prenotate The complete Italy Jewish guide 2009 (pp. 348, euro 20, www.italyjewishguide.it).
(chiara paolin)



ITALY JEWISH GUIDE
Guide  

Un’opera migliorata, aggiornata, irrinunciabile per chi si muove in Italia. la nuova guida ebraica realizzata da Meyer Piha, con il contributo della Provincia di Roma, (348 pagg, 20 euro, www.italyjewishguide.it), si presenta nella sua nuova veste attraverso un rinnovato percorso tra arte, storia, tradizioni, e attualità usi e costumi delle comunità ebraiche nazionali, invitando il visitatore a tavola tra ristoranti, tra alimenti kosher, in gita nelle più suggestive e antiche sinagoghe e vestigia ebraiche in Italia. Importante anche il contributo sui luoghi maggiormente frequentati dalle comunità ebraiche, come in Costa Azzurra, ma anche consigli utili, libri, medicine, indirizzi di italiani in Israele. La guida è in vendita nei luoghi di aggregazione ebraici, librerie, musei e attraverso il sito.


leggere per sopravvivere
al silenzio
online literarischer zeitschrieft


http://mybooksroom.wordpress.com/

 Italy Jewis Guide
(Meyer Piha Editore)

Addentrandosi nelle intricate vie dei libri, non è raro fare incontri sorprendenti e scoprire, talvolta, quei luoghi che hanno lasciato un segno nella storia. Al di là della letteratura di viaggio, dove un lettore esperto sa trovare la strada di cui è in cerca, esistono settori apparentemente più “turistici” ma che, agli osservatori attenti, riveleranno percorsi tematici inediti e affascinanti. Ora, io non conosco le intenzioni di Meyer Piha, un piccolo editore di Milano non nuovo alle grandi imprese, e non posso affermare se la sua Italy Jewish Guide, ora disponibile nella versione 2009, sia destinata maggiormente ad un pubblico ebraico che desideri essere informato ovunque si trovi, o di differente origine ma motivato a conoscere un’ampia e importantissima parte della cultura e della storia italiane. Ma ogni distinzione sarebbe inutile, poiché quest’opera regala, a chiunque si muova con curiosità e rispetto tra le regioni italiane, tutte le informazioni, le indicazioni, gli itinerari e gli indirizzi per conoscerne la “versione ebraica” nella sua suggestiva bellezza e, credetemi, vi stupirete di quanto ancora non sapete dell’Italia. Città come Roma, Firenze, Trieste, Venezia, Mantova o Casale Monferrato vi appariranno in tutto quello splendore che la presenza ebraica ha portato tra le loro mura, e che potrete cogliere lungo un magnifico percorso artistico-culturale, attraverso strade, palazzi, antichi ghetti, sinagoghe, musei, negozi di ieri e di oggi, gallerie d’arte, librerie, ma anche caffè e ristoranti dove, tra storia e tradizione, la cucina kasher ha incontrato la gastronomia regionale italiana. Edita in testo bilingue italiano e inglese, e disponibile anche in versione cd-rom, la guida contiene tutte le informazioni relative alle comunità ebraiche italiane, ai luoghi carattestici del culto religioso, alle istituzioni ed ai centri culturali. E’ reperibile in alcune librerie, ma è possibile acquistarla direttamente da web all’indirizzo www.italyjewishguide.it/buy_it.html o contattando l’editore all’indirizzo info@italyjewishguide.it

http://mybooksroom.wordpress.com/2008/12/26/2009-italy-jewish-guide/



Tra luoghi e sapori, alla scoperta dell’Italia ebraica
Seconda edizione dell’Italy Jewish Guide

Shalom

È uscita le scorse settimane la “Italy Jewish Guide 2009” che è una preziosa guida, non solo per chi fa turismo rivolto ai luoghi storici ebraici in Italia, ma anche per conoscere e saperne di più sulla ristorazione, i prodotti kosher, e i luoghi di culto. Colmando un vuoto del mercato editoriale, è uno strumento efficace sia per chi visita l’Italia ma anche per chi necessita di informazioni quotidiane. La pubblicazione, che è giunta alla seconda edizione, rispetto alla precedente edizione presenta una foliazione maggiore e dedica spazio, oltre alle comunità italiane ebraiche più importanti, anche a destinazioni estere che sono mete frequenti degli ebrei italiani, come la Costa Azzurra e la Svizzera; non disdegnando di fornire informazioni di carattere storico anche di realtà israelite meno conosciute del Meridione, quali Napoli e Trani. Abbiamo incontrato l’ideatore e curatore del progetto, Meyer Piha, al quale abbiamo posto alcune domande

Come ha risposto il pubblico alla Guida degli anni scorsi?
Abbiamo prodotto la seconda edizione proprio per l’ottimo riscontro ottenuto dalla prima del 2006 che ci ha consentito di avere contatti stabili con tutto il mondo. Grazie alla prima edizione e all'importante presenza web con il sito www.italyjewishguide.it, abbiamo interagito con persone di tutti i continenti che ci richiedevano la guida, dovendosi recarsi in Italia e a Roma. Va tenuto conto che l’ottanta per cento del turismo ebraico in Italia passa per Roma.


Quali sono state le priorità nella scelta dei diversi contenuti?
Tutte le notizie che hanno a che fare con l'ebraismo in Italia sono importanti.
Lo sono le informazioni riportate nella nuova edizione, dagli aspetti relativi alla parte del cibo per cui abbiamo recensito ex novo una kosherfood list che è un aggiornamento dei ristoranti e dove mangiare kosher, a quelle che riportano una wine kosher list, cioè un’informazione dettagliata per trovare i vini kosher in Italia.
Un capitolo, inoltre, lo abbiamo dedicato alla cucina ebraica, con tanto di storia, ricette e alcune immagini dei cibi caratteristici come il pane del sabato.
Abbiamo dedicato spazio anche a una miniguida alle medicine che ci introduce ad alcune regole di comportamento in presenza di preparati curativi permessi e non permessi, con alcune importanti spiegazioni per capire meglio le linee guida.
Abbiamo voluto, inoltre, dare più informazioni culturali su importanti siti ebraici come sinagoghe, centri o bagni rituali, cimiteri, tra i quali alcuni sono importanti anche da un punto di vista storico.

Che cosa manca per accogliere meglio i turisti?
Una sinergia tra i responsabili delle nostre istituzioni (Assessore alla cultura) e le istituzione relative al territorio. La nostra guida potrebbe essere il giusto legame. Infatti già lo scorsa edizione la Regione Lombardia con l’Assessore Prosperini ha ritenuto di sponsorizzare la guida, mentre questa edizione del 2009 ha avuto un contributo economico dalla Provincia di Roma, grazie al sostegno datoci dall'ex Presidente Gasbarra.

Jonatan Della Rocca


Per viaggiatori accorti e curiosi

Guida ebraica al Belpaese

Muoversi in Italia: dove, come e perché mangiare kasher, visitare i luoghi, saperne un po’ di più

bollettino

Ebrei in viaggio, per lavoro, per allegria, per curiosità. Trovandosi nelle città della Penisola dove esiste ancora una forte presenza ebraica, si può cercare il ristorante kasher, il negozio di delicatessen o l’istituzione cui rivolgersi per partecipare a una funzione religiosa o ricevere aiuto. Riguardo alle città dove invece l’ebraismo è solo una traccia, un ricordo magari conservato tra le antiche mura di una sinagoga-museo, la Italy Jewish Guide edita da Meyer Piha fornisce brevi cenni storici e turistici. Ma tra le pagine patinate e coloratissime della guida, è possibile trovare un po’ di tutto, dalle ricette della cucina ebraica, alla lista degli alimenti kasher, alle autorità rabbiniche italiane che certificano i prodotti; consigli per organizzare feste, nozze, cerimonie; musicisti e servizi catering. Indispensabile un’attenta disamina dell’indice per capire come usare questa guida, come navigare nel mare magnun delle informazioni, delle curiosità, dei servizi presenti nei vari luoghi d’Italia, disseminati tra le pagine.
La versione inglese di tutti i testi rende questa pubblicazione utile ai turisti che cercano la Jewish Life nel Belpaese.


KOSHER MANIA

 

 

 

 

 

 

Dall'esclusiva Steakhouse di Manhattan al fast food a un passo dalla Fontana di Trevi, cresce il consumo di cibo preparato secondo le leggi della Torah . Ideale per chi è intollerante a latticini e lieviti. Ma anche per consumatori esigenti (NB: l'etichetta è davvero trasparente).

Madonna preferisce il Prime Grill , ristorante kosher all'incrocio tra la 49esima e la Madison Avenue di Manhattan. Ma anche Lindsay Lohan, Nicole Richie, Paris Hilton, Donald Trump, Demi Moore e Ashton Kutcher (solo alcune delle celeb citate dal sito israeliano Ynetnews ) non possono più fare a meno del cibo preparato secondo i dettami della Torah.

Ormai stabilmente approdati sulle tavole di molti americani (ebrei e non), questi prodotti negli Usa creano un giro d'affari da 150 miliardi di dollari l'anno, e il loro consumo è in crescita costante. Motivo? «Sono sinonimo di sicurezza alimentare, elevato standard di qualità e controllo della filiera», si legge in un sondaggio della società di ricerche Mintel tra i consumatori a stelle e strisce. Chi acquista un prodotto certificato gli riconosce valori come «freschezza, pulizia, sapore, affidabilità, informazioni superiori nell'etichettatura». Soltanto il 10% lo compra perché segue dettami religiosi, il 51% perché lo considera sano, il 34% sicuro.

Chi sono i consumatori tipo? Ebrei, ovvio. Ma anche musulmani; e poi vegetariani, persone con intolleranze alimentari a lattosio e glutine o, più semplicemente consumatori che considerano quelle uova e quelle verdure più sicure. Del resto non c'è da stupirsi, le antiche regole del kosherut (cioè del cibo "adatto") sono ferree: mai mischiare la carne con alimenti a base di latte (norma che vale anche per lavello, frigo e stoviglie), né mangiare animali "impuri" come il maiale e il coniglio; lavare le verdure in acqua e aceto per "mondarla da insetti", controllare il vino dalla spremitura all'imbottigliamento per evitare che entri in contatto con sostanze estranee.

Dal produttore al piatto, il controllo è sempre garantito. Il marchio principale è quello della Ou Kosher Org , la più grande associazione di certificazione kosher del mondo: no-profit fondata nel 1898, ha al suo attivo 250mila prodotti. «Un sistema informatico», spiega il rabbino Eliyahu Safran, vicepresidente dell'organizzazione, «permette la completa rintracciabilità delle informazioni su prodotti e ingredienti». In Italia il controllo invece è affidato ai rabbini o alla Kosher Italy Union .

I patiti del cibo secondo la legge di Mosè crescono parecchio anche da noi: l'ultimo rapporto Eurispes parla addirittura di "fenomeno kosher". «Nel caos dell'offerta alimentare, parte degli italiani preferisce andare sul sicuro con prodotti di qualità, anche se costano un po' di più», spiega Raffaella Saso, ricercatrice Eurispes. «Sarà l'effetto delle recenti epidemie (vedi mucca pazza e aviaria) certo è che la paura di mangiare carne, verdura o uova non sufficientemente controllate spinge ad acquistare cibi percepiti come sicuri.

*PAG*

In testa c'è il biologico ma anche il kosher sta diventando un punto di riferimento. Ed è per questo che aziende dai grossi fatturati (vedi Algida, Mulino Bianco, Pavesi) hanno fatto certificare alcuni dei loro prodotti dalla Kosher Italy Union». Quanto basta per mettersi al riparo da veleni e sofisticazioni? «Agli occhi del consumatore questi cibi appaiono più sicuri e offrono un livello di controllo qualitativo superiore», spiega Carlo Cannella, presidente dell' Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione . «Ma non dimentichiamo che ci sono moltissimi cibi biologici made in Italy, oltre a quelli doc, a denominazione di origine controllata, che garantiscono altrettanta sicurezza».

«La regola che latte e carne non vadano mischiati facilita anche chi è intollerante al lattosio», aggiunge Luigia Sattanino, vicepresidente dell' Associazione Biologi Nutrizionisti Italiani . «Anche gli insaccati kosher sono l'ideale per gli intolleranti: negli altri non è infrequente trovare tracce di proteine del latte e altri contaminanti. Per chi ha problemi con il lievito, poi, il pane azimo ( matzah ) è un rifugio sicuro. Va detto che lo sono anche il chapati indiano, la pita araba e la piadina bolognese». Ancora in discussione nella comunità la liceità degli ogm.

«Per ora vale il divieto di ibridizzare sia animali che vegetali», spiega Rita Acquistucci, dell'Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione, «ma pare che l'orientamento sia a favore degli ogm vegetali». Se ciò avverà, lo sapremo dall'etichetta. Perché un fatto è certo: tutto ciò che non è dichiarato in un prodotto kosher, significa che non c'è. Nessun ingrediente viene nascosto: una sicurezza per gli allergici. Ma anche per tutti noi.

Dove e come: il made in Italy approvato dal rabbino
Wine bar a 5 stelle. Inaugurato nel novembre scorso nel centro di Roma, il Kosher Bistrot Cafè (Via Santa Maria del Pianto 68/69, Tel. 06 6864398) è il primo wine bar europeo di questo tipo: «Credevo in un'iniziale diffidenza, invece è stato subito successo», racconta Angelo Terracina, famiglia di macellatori, oggi anche produttori di vino Galizianer, una delle etichette più note. Il suo menu: «Spuntini veloci a base di carne secca e salame di manzo innaffiati con ottimo vino». Frequentatissimo anche Mk Kosher (piazza dei Crociferi 12, Tel. 06 68192968), una sorta di McDonald's formato extralarge a pochi passi dalla Fontana di Trevi dove si possono mangiare hot-dog in versione kosher sotto stretta sorveglianza del Rabbinato di Roma.

Acquisti doc. Se negli States sono oltre 18mila i supermercati con prodotti certificati, in Italia è più difficile scovarli. Ora un po' meno grazie all' Italy Jewish Guide edizione 2009, Bibbia bilingue dell'acquisto sicuro che cataloga per città e regione tutti i negozi di alimentari, macellai, enoteche, ristoranti e alberghi. E per un elenco completo dei prodotti kosher oggi reperibili da noi (divisi per marca e categoria), c'è il sito dell' Unione Kosher .

Scuola di cucina. Per un corso adatto affidarsi a Cristina Blasi e Gabriella Mari che da anni tengono a Firenze lezioni approvate dal rabbino. «Insegniamo la preparazione di ricette kosher, ma anche tutte quelle norme igieniche e alimentari che fanno parte del kosherut, dalla sterilizzazione delle suppellettili d'acciaio all'uso delle stoviglie separate per cibi a base di carne e latte. Utili per preparare una Yonut Hashaloh (la colomba della pace), ma anche una zuppa di verdura o uno stracotto toscano» (corsi su Cordonbleu ). E per chi non può frequentare c'è sempre il manuale La cucina ebraica di Franco Galeone ( Edizioni Spring , 20 euro


 

Dentro l'Italia ebraica

di Carlo Giorgi
14-04-2010




Guardare (e scoprire) l'Italia da un punto di vista insolito: quello dell'ebraismo e dell'ebraicità. Si intitola The complete Italy Jewish Guide («Guida completa all'Italia ebraica»), il manuale bilingue italiano/inglese che permette di conoscere ogni tipo di attività culturale, religiosa e commerciale dell'ebraismo tricolore, dalla Sicilia alle vette dell'Alto Adige.

Autore ed editore del volume - pubblicato per la prima volta nel 2006 - è Meyer Piha, ebreo italiano, economista (laureato in Bocconi, a Milano) e instancabile divulgatore della cultura ebraica nel nostro Paese.

La guida curata da Meyer si può dividere in due parti principali. Una prima di tipo «regionale»; e una seconda «culturale e turistico». Nella prima parte del volume ecco emergere l'Italia ebraica: regione dopo regione è catalogato tutto quel che si può trovare conforme alla religione del «popolo eletto» in Campania, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Piemonte, Puglia, Toscana, Trentino, Veneto-Friuli (nonché in Costa Azzurra, a onor del vero, terra francese).

Il capitolo riguardante ciascuna regione è introdotto da un paragrafo storico sulla presenza ebraica, fatta di arrivi, espulsioni, diritti conquistati o mortalmente negati nel corso dei secoli. Pagine che fanno conoscere una storia nuova, forse perché cancellata, e spesso dolorosa del nostro Paese. Seguono, regione per regione, gli elenchi di comunità , sinagoghe, cimiteri e alberghi, ristoranti e musei, negozi e agenzie turistiche ebraiche; tutti provvisti di riferimenti e indirizzi. Utili ugualmente per un turista ebreo straniero o per uno italiano e non ebreo.

La seconda parte del volume è suddivisa in capitoli tematici: un primo capitolo schiettamente turistico, con l’elenco degli alberghi, le agenzie di viaggio e i musei ebraici in tutta Italia; poi il capitolo sulle sinagoghe, i negozi kosher e di articoli (libri, gallerie d’arte) legati al mondo ebraico. Poi i ristoranti e i servizi per il catering o le location per gli eventi. I centri ebraici, gli organizzatori di matrimoni e le orchestre di musica ebraica; le farmacie kosher e le residenze per gli anziani.

Altro capitolo di grande interesse del volume è quello relativo alla presenza della comunità italiana in Israele. Associazioni di immigrati italiani, ristoranti tipici, ma anche studi legali o immobiliari italiani; istituti di cultura, giornali, associazioni di volontariato a Gerusalemme, Tel Aviv, Eilat, Haifa e al Kibbutz Lavi. Completa l’opera un lungo capitolo, posto al centro del volume, sul cibo e le bevande kosher. Il taglio è più normativo e didattico.

La guida, di cui nel 2011 uscirà una versione aggiornata con l'aggiunta di nuovi capitoli, è introdotta dai messaggi augurali delle maggiori personalità dell’ebraismo israeliano e italiano. Spiega il successo del volume, nella sua Introduzione, rav Elia Richetti, rabbino capo di Venezia: «Religioso o no, sensibile ai valori della tradizione o meno, frequentatore abituale della Sinagoga o assente, credo che non esista ebreo che trovandosi in un luogo lontano da casa , per turismo o per lavoro, non cerchi di sapere se in quel luogo esiste traccia di presenza ebraica, presente o remota. È forse questa scintilla di ebraismo che esiste in ognuno di noi a far sì che si cerchino le informazioni di questo tipo».

www.terrasanta.net

Call center: Fax (+39) 02-9998.5615 - www.italyjewishguide.it - info@italyjewishguide.it

Librerie e negozi kosher:

Libreria Luxemburg - Torino
- Tel 011 5613896
Museo Ebraico di Roma - Tel 06 68400661
Books Davar Milano - Tel 02 48300051
Books "La Claudiana" Milano - Tel 02 76021518